Le incomprensioni sono così strane
Sarebbe meglio evitarle sempre
Per non rischiare di aver ragione
Che la ragione non sempre serve
Domani invece devo ripartire
Mi aspetta un altro viaggio
E sembrerà come senza fine
Guarderò il paesaggio
Sono lontano e mi torni in mente
T’immagino parlare con la gente
Il mio pensiero vola verso te
Per raggiungere le immagini
Scolpite ormai nella coscienza
Come indelebili emozioni
Che non posso più scordare
Il pensiero andrà a cercare
Tutte le volte che ti sentirò distante
Tutte le volte che ti vorrei parlare
Per dirti ancora che sei solo tu la cosa che per me importante
Che per me è importante
Mi piace raccontarti sempre
Quello che mi succede
Le mie parole diventano nelle tue mani
Forme nuove e colorate
Note profonde mai ascoltate
Una musica sempre più dolce
Il suono di una sirena
Perduta e lontana
Sembrerà di viaggiare io e te
Con la stessa valigia in due
Dividendo tutto sempre
Normalmente
Il mio pensiero vola verso te
Per raggiungere le immagini
Scolpite ormai nella coscienza
Come indelebili emozioni
Che non posso più scordare
Il pensiero andrà a cercare
Tutte le volte che ti sentirò distante
Tutte le volte che ti vorrei parlare
Per dirti ancora che sei solo tu la cosa che per me importante
Che per me è importante
E il pensiero andrà a cercare
Tutte le volte che ti sentirò distante
Tutte le volte che ti vorrei parlare
Per dirti ancora che sei solo tu la cosa che per me importante
Che per me è importante
Dolce e Gabbana. Le scuse
Si, lo ammetto, anche io ho visto il video di scuse di Dolce & Gabbana…
Ma facciamo ordine.
Ad inizio settimana, in previsione di una importante sfilata di moda che si sarebbe dovuta tenere a Shanghai il 21 novembre 2018, viene lanciata una campagna pubblicitaria con protagonista una modella cinese intenta ad assaggiare (con non poche difficoltà dovendo usare le tradizionali bacchette) per la prima volta un piatto di spaghetti,
Cronache di vita matrimoniale – La musica in auto
Metto in moto l’auto.
Ho appena tolto il pesante ed ingombrante giubbotto. L’ho lanciato dietro con la solita cura… Mi hai guardato male…
Il viaggio ha inizio.
Accendo la radio e continuo a cercare nervosamente qualcosa di udibile. Niente. Notizie di economia, reclame del ristorante dove puoi mangiare il pesce fresco ogni martedì,
Adesso fai silenzio!
<<Adesso fai silenzio!>> esclamò nervoso Carlo a Marta, seduta accanto a lui. L’uomo guidava nervosamente in quella stretta stradina di campagna ed era stanco di sentire la voce della donna al suo fianco; parole di rimprovero fastidiosamente condite dallo stridere dei tergicristallo sul vetro.
I lampi rischiaravano il panorama tutt’intorno e rendevano un pò più agevole il percorso in quella buia notte bagnata da una pioggia battente.
Un sorriso disarmante
<<Tornerai anche il prossimo anno?>> domandò Marco con rassegnazione.
Giulia, con i suoi occhi grandi, abbassò lo sguardo ed abbozzò un sorriso.
Furono attimi interminabili.
Marco avrebbe voluto dirle un sacco di cose. Avrebbe voluto raccontarle di come era cambiata la sua estate dal giorno in cui l’aveva incontrata.
Måneskin – Torna a casa
Cammino per la mia città
Ed il vento soffia forte
Mi son lasciato tutto indietro e il sole all’orizzonte
Vedo le case, da lontano, hanno chiuso le porte
Ma per fortuna ho la sua mano e le sue guance rosse
Lei mi ha raccolto da per terra coperto di spine
Coi morsi di mille serpenti fermo per le spire
Non ha ascoltato quei bastardi e il loro maledire
Con uno sguardo mi ha convinto a prendere e partire
Che questo è un viaggio che nessuno prima d’ora ha fatto
Alice,
L’importante è il concetto!
Dopo aver rischiato di colpire casualmente Claudio con una racchetta da tennis, il piccolo mi si rivolge stupito accusandomi:
<<Papà, mi stavi omicidiando!>>
Accademia della Crusca, prendi nota!
Ostinazione
Ti ho visto cercare con ostinazione.
Ho ammirato la tua determinazione mentre, con minuzia, portavi a termine il tuo compito.
Ti ho visto tentennare, quasi sconfitto.
Ho visto i tuoi occhi accanirsi nel tentativo di un ultimo assalto.
Ti ho ammirato, infine, vittorioso quando il tuo scopo è stato raggiunto.
La partita a calcetto
Il fascino di una palla che rotola è immenso.
Ognuno di noi tiene ben custoditi ricordi di piacevoli momenti passati a prendere a calci una palla. A dire il vero non sempre di palloni si trattava (almeno nell’idea generale che abbiamo di essi). Uno dei miei primi ricordi è legato alla casa dei nonni: un lungo corridoio ed un quasi-pallone…